La mia storia

L’addio a Sante Bortolamasi, il Re dello Zampone, scomparso domenica mattina, 23 settembre 2012, all’età di 68 anni.

Sante Bortolamasi, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica, apparteneva ad una famiglia di agricoltori di Castelnuovo. Tre fratelli e una sorella, dopo la guerra in casa erano in quattordici ad aiutarsi nel coltivare i campi, ma non ce n’era abbastanza per tutti. Con un camioncino pagato a rate si mise a girare per l’Italia e a raccogliere ossa presso i macelli, che caricava e rivendeva giornalmente alla fabbrica di Sergio Finocchi, poi diventata SAPI spa.

Negli anni ’60, per sbarcare il lunario, fece anche il pugile dilettante, di sera e con risultati importanti per 10 lunghi anni. Era forte come un toro, un peso medio massimo, e il suo upper cut non perdonava, tanto da mirare addirittura alle selezioni olimpioniche. Lavorava di giorno, di sera si allenava a Modena e al mattino si rimetteva in viaggio che ancora faceva buio. Smise nel 1971, finendo al tappeto a Reggio Emilia per un diretto alla mascella. Il giudice di gara lo stava contando, il campione italiano Alberto Sifanno aspettava che si rialzasse, ma diversamente da Rocky, Sante Bortolamasi girò la testa verso sua moglie impietrita ai piedi del ring, incinta di Stefano, e capì che era ora di fermarsi nonostante gli incitamenti dei tifosi.

Per cinque anni fu presidente della Società Boxe Modena, organizzò incontri importanti in quella che stava diventando capitale padana del ring, poi il suo cuore si mise a battere per i motori. Divenne preparatore atletico e direttore sportivo del concittadino Walter Villa, amico fraterno col quale vinse tre mondiali “classe 250” e un mondiale “classe 350” sbaragliando avversari come Ceccotto o Agostini.

Da quel momento Sante Bortolamasi prese a frequentare anche persone molto in vista ed entrò in grande confidenza con giornalisti e reti televisive. Ma per tirare su la famiglia trovò un lavoro più sicuro, anche perché aveva nuove sfide da compiere. Un piccolo salumificio sotto casa, poi coi fratelli Carlo, Giorgio e Anna prese a girare per mercati come ambulante di salumi sulle piazze cittadine, senza mai allontanarsi dal mondo dello sport e dello spettacolo, dove era assai bene introdotto. In tanti lo stimavano, la sua simpatia apriva ogni porta, la sua onestà era proverbiale. Santino Levoni era il suo mentore e per primo lo seguì anche nell’avventura dello Zampone dei record, finito addirittura nel Guinness dei primati con l’incredibile peso di 942 chili nel 2008.

Negli ultimi anni Sante si era fermato per aiutare il figlio Stefano nella concessionaria di trattori Landini, ma ostinatamente continuava a presenziare a manifestazioni gastronomiche in giro per l’Italia, dando lustro a Castelnuovo e all’Ordine dei Maestri Salumieri Modenesi che aveva contribuito a costituire e di cui era presidente, orgoglioso della corona che portava in testa nelle occasioni ufficiali e della spilla di zirconi e rubini che portava all’occhiello, dono dell’oreficeria Maccanti di Vinci.

Ha stretto mani importanti, di uomini politici, di campioni dello sport, di attori e registi e si è inginocchiato davanti a Papa Giovanni Paolo II nel consegnargli in Vaticano le chiavi del trattore donato al Pontefice dalla Landini spa. Ha fatto a pugni per burla sul set di un film girato con Nino Benvenuti e Giuliano Gemma, è stato in commissione per le selezioni di Miss Italia, è stato consigliere comunale e ha tentato la strada della politica anche a livello provinciale, ma ci ha rinunciato per tempo, senza mai montarsi la testa, sempre coi piedi per terra, attaccato alle sue tradizioni, allo spirito cristiano che non lo ha mai abbandonato, alla sua famiglia, alla sua terra.

Tre anni fa aveva aperto la sfilata del 12 ottobre al Columbus Day di Los Angeles e il giorno dopo, alla presenza del deputato californiano Anthony Portantino e del Console generale d’Italia Nicola Faganello, aveva scoperto la targa ricordo dell’Ordine dei Maestri Salumieri Modenesi affissa sulla parete di ingresso dell’Historic Italian Hall Museum, ambasciatore nel mondo della gastronomia italiana e dei salumi di qualità.

Sotto lo sguardo sornione di “Peggy”, il maialino di bronzo donato al Comune di Castelnuovo Rangone dagli allevatori olandesi di Rijswijk, in 23 edizioni del Superzampone ha fatto tagliare la prima fetta a nomi illustri, come Luciano Pavarotti, Giorgio Fini, Luigi Cremonini, Claudio Abbado, Piero Ferrari, Giovanni Rana, Massimo Bottura, Onelio Prandini, Luca Toni, Carmen Russo, Paolo Cristoni, Loris Capirossi, Luca Cadalora, Gigi Villoresi, Franco Fontana, Damiano Cuneo, Bettini, Chiappucci, Bartoli.

Ciao Sante, ti ho sentito al telefono venerdì sera e avrei dovuto passare oggi a farti visita, ma non ho fatto in tempo. Te ne sei andato troppo in fretta, in sordina, senza clamore, da uomo giusto quale tu eri, come ti abbiamo conosciuto e apprezzato, da uomo forte, umile e onesto, determinato e innamorato del tuo paese. Ci mancheranno le tue strette di mano, i tuoi sorrisi di soddisfazione, i tuoi suggerimenti per andare avanti, sempre più avanti, ci mancheranno le tue proposte per migliorare anno dopo anno quella festa che era onore e vanto di Castelnuovo, ci mancherà la tua lealtà, il tuo spirito d’iniziativa e soprattutto la tua bontà d’animo e di cuore. Noi tutti dell’Ordine dei Maestri Salumieri Modenesi ti saremo accanto nel tuo ultimo viaggio, legati per sempre al tuo ricordo che porteremo nel cuore. Proteggici da lassù dove sei appena arrivato e non tentare nuovi record. Ormai hai vinto!

Si ringrazia di cuore Luciano Rosi de: La Carbonara

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